L’espressione “la spiritualità del beato Luigi Boccardo” si riferisce non tanto a una precisa scuola di spiritualità, ma piuttosto alla sua esperienza di direzione spirituale che esercita per oltre trent’anni nei confronti di ogni ceto di persone presso il Santuario della Consolata in Torino.
Le fonti da cui egli trae luce per sé e per illuminare i cuori sono la misericordia infinita di Dio, la confidenza illimitata in Lui e la devozione al Sacro Cuore di Gesù (secondo la spiritualità di santa Margherita Maria Alacoque).
Il centro della vita, della spiritualità e dell’opera pastorale di “Padre” Luigi (come lo si chiamava: e già questo titolo di “Padre” indica la sua paternità spirituale) è un’ardente tensione verso la santità, che può e deve essere ricercata da tutti i cristiani, ed è il frutto dell’amore infinito di Dio.
Questa tensione è stata espressa in moltissimi testi, riguardanti soprattutto la confessione e la direzione spirituale (alcuni estratti si possono leggere in “Gocce di Fiducia”).
È un “mistico in azione”: per lui, infatti, l’amore e la contemplazione di Dio non devono mai esser disgiunti dall’impegno quotidiano e concreto dell’ascesi nei confronti di se stessi e della carità verso il prossimo.
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